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Auditorium Guarasci, 10 Dicembre 2018

È stato Nicola Gratteri, il magistrato-procuratore di Catanzaro, sicuramente il più esposto nella lotta alla “ndragheta”, che insieme al giornalista Arcangelo Badolati, ha dato il via stamattina all’anteprima di “5 Giorni di Musica contro le mafie”, in programma dall’11 al 15 Dicembre a Cosenza.

L’Auditorium, gremito di studenti di tutti gli Istituti Superiori di Cosenza, ha ascoltato in un silenzio, quasi irreale, le forti, ma persuasive le parole di Gratteri che ha invitato noi ragazzi a studiare per conoscere ed essere liberi, a pensare con la nostra testa per non essere fagocitati dal consumismo e dalla violenza, ad allenarci ad essere generosi e altruisti verso la società, per sperare di cambiare la Calabria e darle un volto nuovo.

Dopo aver ricostruito, brevemente, i momenti fondamentali della storia della mafia, dall'età borbonica all'Unità d'Italia, dalla monarchia alla Repubblica, fino alla economia globalizzata dei nostri giorni, Nicola Gratteri e Arcangelo Badolati hanno spiegato, a studenti e docenti presenti, che la mafia non è soltanto un fenomeno criminale, ma è prima di tutto una forza sociale, particolarmente radicata nel territorio calabrese, una forma di potere, che ha sistematicamente fatto uso della criminalità per affermare gli interessi di ceti privilegiati, adattandosi, di volta in volta, ai mutamenti del contesto in cui agiva. È proprio il suo carattere anonimo, sfuggente, apparentemente “rispettabile”, a conferirle un'estensione globale e un potere di penetrazione particolarmente pervasivo. Sono rimasto molto colpito quando Gratteri ha raccontato di aver voluto, con caparbietà, fare questo lavoro, che gli ha tolto la libertà, la serenità, la vita privata, perché dopo aver vissuto a Gerace, in una famiglia onesta e aver visto ogni giorno amici ammazzati o perduti per sempre, si è sentito un miracolato.

“Non fidatevi mai di chi vi offre scorciatoie e compromessi - ha ribadito Gratteri – ; nessuno regala niente. Fidatevi solo dei vostri genitori, gli unici che non vi tradiranno mai. Abbiate, inoltre rispetto per i vostri docenti, che, oggi più che mai, si trovano a dover, purtroppo, fronteggiare le carenze di genitori sempre più assenti e sempre più complici dei figli.”

Con queste parole conclusive, forti e toccanti, che hanno reso la nostra partecipazione ancora più gratificante e formativa, siamo tornati a casa sicuramente cresciuti, migliorati e più consapevoli.

Grazie alla Dirigente Cammalleri e alla referente del progetto che hanno reso possibile tutto ciò.

Si allega al presente articolo il video relativo alla nostra prima esperienza di intervista rivolta al giornalista-scrittore Badolati e al questore Giovanna Petrocca, che hanno gentilmente risposto alle mie “timide” domande.               

Manuele Gagliardi 5E Mancini-Tommasi

 

Intervista alla dott. ssa Giovanna Petrocca - Questore di Cosenza

Intervista al dott. Arcangelo Badolati - Giornalista e Scrittore