Era nato a Napoli il 29 novembre 1937 Sergio de Simone, il bambino vittima delle atrocità del nazismo. Prima della guerra la vita sembrava scorrere tranquilla e serena, poi con le leggi razziali i bambini ebrei furono espulsi dalle scuole e agli adulti fu impedito di lavorare. Sergio e l’intera sua famiglia fu deportato alla Risiera di San Sabba e da lì al campo di sterminio di Auschwitz il 29 marzo 1944, con il convoglio 25T. Sergio fu scaricato sulla rampa di Auschwitz-Birkenau la notte del 4 aprile 1944. Tutti i componenti del suo nucleo familiare furono marchiati con dei numeri, perdendo così la loro identità primaria e la loro dignità di esistenza. I bambini, fin da subito, furono separati dalle loro mamme e spediti in dormitori differenti. La morte di Sergio pare essere avvenuta in brevissimo tempo. Il referto medico, firmato dal dottor Josef Mengele il 14 maggio 1944, fa riferimento all’ultima visita a cui il piccolo venne sottoposto. Il documento è considerato di inestimabile valore, in quanto conferma la presenza di bambini nel campo di Birkenau. Da quell’inferno tutto il nucleo familiare, tranne Sergio, tornò a casa. Sergio de Simone fu uno dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damn. Fu ricordato con un giardino di rose bianche nella scuola, costruita dopo le orribili atrocità, che porta il nome dell’illustre medico e pedagogo polacco Janusz Korczak, morto insieme ai “suoi” bambini nell’orfanotrofio che dirigeva nel ghetto di Varsavia.
Con le stesse modalità (fiori bianchi per Sergio) oggi 27 gennaio 2018 gli allievi i docenti ed il Dirigente Scolastico dell'IIS Mancini Tommasi di Cosenza lo hanno ricordato in uno spazio a lui dedicato a Cosenza ed hanno voluto riflettere insieme ,in silenzio, sul tema dell'olocausto affinchè non si dimentichi e soprattutto si comprenda l'orrore del razzismo e della guerra. La giornata è stata il punto conclusivo, non definitivo, di un percorso di ricerca contenuto nel video riportato nel seguito.